DON’T CRY JOE

Gioca esplicitamente sulla linea di confine tra verità e finzione, impone allo spettatore di cedere al puro e ingenuo piacere dell’abbandono, rendendolo tuttavia consapevole dell’artificialità della situazione teatrale. Non prende posizione sul mondo, ma sul teatro sì. Non lo emenda dai vizi, gli restituisce però quella antica artigianalità fatta di spazi, corpi, parole, silenzi. Vi…