RUSINA

Rusina, quando appare, è sospesa, morta. Ottantatré anni e, si direbbe, non sentirli. Una valida ragione per ripercorrerli adoperando episodicamente l’ironia, quella semplicità che è trasparenza, ove inevitabile il dolore. Un’altalena di vicende eternate dalla memoria, nelle fessure delle quali il teatro si permette di infilare qualche sogno. Ché il “come sarebbe stato se” acconcia…

MARI

Pari… pari chi paroli n’e canusciu, mi pari chi non n’avemu paroli pi ddiri chiddu chi pinzamu. Parramu, parramu e ittamu sulu aria: manciasti, durmisti, travagghiasti, si’ stancu? A ddumani penza Diu. E ccu sti paroli ni inchemu a bbucca. Nni canusci autri, tu? A teatro si può riflettere sulla lingua, sulle sue capacità evocative,…

OUMINICCH’

La libertà di scelta, con implicazioni in ambito religioso ed etico, si scontra con le varie concezioni deterministiche secondo le quali la realtà è in qualche modo predeterminata. C’è dunque una linea sottile di demarcazione tra il libero arbitrio e il destino. Lì si compie la parabola esistenziale dell’uomo, perennemente scisso tra il desiderio di…

PIAGATA. L’ULTIMO DEI MIRACOLI

Fuori c’è un universo che pullula di parole e gesti intenzionalmente assennati. Dentro ci sono Lorenzo e Benedetta, presenze astratte alle quali compete il primo evento artificiale della stagione. Nulla era prima, nulla sarà dopo. Nessuna continuità con l’esterno, come da lezione beckettiana.  In scena “Piagata. L’ultimo dei miracoli”, prodotto dalla Compagnia Dracma di Polistena….

SE DICI EVA

Mele rosse entrando al teatro Primo di Villa San Giovanni, quello con le poltroncine dello stesso colore delle mele. “Se dici Eva” a cosa pensi? E tu potevi scriverlo sui cartoncini accanto alle mele, imbucando la tua associazione di idee in una scatola. Tutto preludeva insomma all’ingresso sul palcoscenico di Eva, una e molte donne…